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Robotica sociale: cura, inclusione e opportunità nel Salento che cambia

Robotica sociale: cura, inclusione e opportunità nel Salento che cambia

WorkAbility Next | 2 agosto 2026

Dalle 18:00 alle 24:00 in Piazza Caduti, nell'ambito di WorkAbility Next — progetto del Comune di Sternatia cofinanziato dall'Unione Europea in collaborazion con Atena Formazione e Sviluppo — Ludovica Orlando e Leonardo Termo intervengono come esperti per l'evento Robotica Sociale: Puglia Attrattiva #mareAsinistra sullo stand principale di Melacademy.

Tratto dagli interventi del prof. Leonardo Termo e della dott.ssa Ludovica Orlando al WorkAbility Next — Martano Comics, 2 agosto 2026.


Cos'è la robotica sociale

La robotica sociale è una branca della robotica che studia e realizza macchine in grado di interagire e comunicare con gli esseri umani, adattandosi alle norme sociali senza per forza imitarne i comportamenti.

Un dettaglio che sorprende molti: un robot non deve essere umanoide per essere socialmente utile. In alcuni contesti — come l'assistenza agli anziani — un aspetto troppo antropomorfo può intimidire e bloccare l'interazione. In altri — come il lavoro con i bambini — può invece facilitarla. La forma del robot non è un'estetica: è una scelta progettuale al servizio della persona che lo userà.

L'obiettivo della robotica sociale è uno solo: integrarsi nella vita quotidiana dell'assistito e diventare un partner affidabile per le attività che non riesce a svolgere da solo, o che può svolgere con risultati migliori grazie allo strumento robotico. Per farlo, il robot deve saper raccogliere input verbali e non verbali — comandi vocali, gesti, segnali — e rispondere in modo comprensibile o agire di conseguenza.


A chi serve

Non robot industriali che assemblano automobili in una fabbrica chiusa. Robot che affiancano anziani soli, supportano bambini con disabilità, assistono pazienti in ospedale, lavorano in contesti educativi e riabilitativi.

Sono macchine progettate per capire il comportamento umano, rispondergli e in alcuni casi anticiparlo. Questo richiede competenze che vanno molto oltre la meccanica: intelligenza artificiale, elaborazione del linguaggio naturale, visione artificiale, psicologia cognitiva, design dell'interazione. Tutto deve essere pensato dal punto di vista della persona che sarà supportata.


Perché è inclusiva

La robotica sociale è inclusiva in due direzioni che si incontrano al centro.

La prima: i robot sociali sono progettati per le persone che il mondo spesso dimentica — anziani soli, bambini con disabilità, persone che faticano a comunicare e interagire in modo convenzionale. La tecnologia diventa strumento di connessione.

La seconda: per costruire questi robot e farli funzionare nel mondo reale, servono persone molto diverse tra loro. Sicuramente serviranno ingegneri e ingegnere, ma serve soprattutto chi capisce i bisogni umani, chi sa osservare, chi sa comunicare, chi sa educare — psicologi, pedagogisti, medici, operatori, tecnici. La robotica sociale amplia l'accesso al settore tecnologico perché riconosce che la tecnologia da sola non basta.

È inclusiva perché include sia chi la riceve che chi la costruisce e questo dovrebbe far riflettere tutti anche sul lasciare che i bambini coltivino allo stesso tempo anche interessi diametralmente opposti, senza che gli adulti si debbano necessariamente domandare "a cosa serva" per il loro futuro una determinata passione: servirà semplicemente a formare la loro mente e a far sorgere nuove idee nel settore che sceglieranno.


Il Salento e il vuoto da riempire

Nel territorio salentino esiste oggi un paradosso: da un lato, una crescente domanda di servizi alla persona — assistenza agli anziani, supporto educativo, inclusione. Dall'altro, una carenza di figure professionali formate per integrare tecnologia e cura.

Questo non è un problema: è un'opportunità.

Le professioni legate alla robotica sociale non richiedono tutte la stessa qualifica. Ingegneri, programmatori, tecnici di manutenzione, operatori formati all'uso dei sistemi, figure di coordinamento, professionisti della comunicazione capaci di spiegare queste tecnologie alle famiglie e alle istituzioni e soprattutto servono diverse sensibilità, portate in egual modo da ragazzi e ragazze di oggi, professionisti di domani. È un settore che può occupare persone con background molto diversi e nel Salento è ancora in gran parte da costruire: chi entra adesso, entra da pioniere.


Perché iniziare da bambini

Negli anni abbiamo visto crescere la domanda nel settore informatico e robotico, senza che il numero di studenti STEM del territorio seguisse lo stesso trend. Questo ci ha fatto capire che l'incoraggiamento verso le nuove professioni non deve avvenire a livello di istruzione secondaria (magari addirittura superiore), ma nella primaria, dove tutti i bambini e le bambine sognano di costruire robot, andare nello spazio e realizzare immaginifiche invenzioni.

In quel momento possiamo ispirarli con attività alla loro portata, pensate per divertirli e coinvolgerli. Tra di loro ci sarà chi diventerà scrittore, ma con più emancipazione e consapevolezza digitale, e ci sarà chi abbraccerà con fiducia quel sogno, che altrimenti sarebbe probabilmente rimasto una storia da raccontare.

Cosa succede quando un bambino costruisce un robot? Non succede solo che impara a collegare un filo o a scrivere una riga di codice. Succede che fallisce, che il robot non si muove come dovrebbe, che il codice ha un errore che non riesce a trovare e poi succede anche che, se viene incoraggiato e supportato, non si arrende, ma cerca e trova una soluzione e capisce che l'errore è il fondamento dell'apprendimento.

Quella ricerca è il cuore di tutto, non l'abilità che viene appresa. Il processo mentale che si attiva quando un problema reale si presenta e bisogna risolverlo con quello che si conosce già, aggiungendo dei mattoncini alla propria forma mentis. Lo chiamiamo pensiero computazionale: imparare a scomporre un problema, trovare percorsi, costruire soluzioni passo dopo passo.

Il cervello di un bambino tra gli 8 e i 14 anni è straordinariamente plastico — costruisce schemi mentali che porterà con sé per tutta la vita. Se in quegli anni impara che i problemi si affrontano, che gli errori sono informazioni e non fallimenti, che la tecnologia è uno strumento da padroneggiare e non da subire, quella persona sarà più attrezzata, qualunque lavoro scelga di fare.

Non ci viene quindi deputata solo la formazione di futuri programmatori. Stiamo formando persone capaci di stare nel mondo che cambia, a proprio agio, senza frustrazione e sogni fermi nel cassetto.


I progetti degli studenti Melacademy al Martano Comics

Al Martano Comics 2026, i ragazzi di Melacademy hanno presentato tre progetti costruiti interamente da loro.

Non sono casi eccezionali. Sono il risultato di un metodo e di un investimento nella formazione — bambini e ragazzi di Martano e di tutta Italia che hanno avuto accesso agli strumenti giusti e a qualcuno che credesse in loro.

[Dopo i discorsi: presentazione dei progetti da parte degli studenti]

  • Scala mobile direzionabile — modello funzionante di scala mobile controllabile tramite pulsante touch con tre modalità (salita, discesa, inattiva), dotata di display che indica lo stato in tempo reale e sensore a ultrasuoni che rileva la presenza umana: se non viene rilevato nessuno per 20 secondi, la scala si disattiva automaticamente per ridurre il consumo energetico.
  • Robot sferico — sfera robotica il cui movimento è generato dalla rotazione di motori interni che spostano il baricentro del sistema, producendo la rotolata in qualsiasi direzione senza ruote esterne né contatto meccanico diretto con il suolo.
  • Automobile a guida gestuale — modellino di automobile controllato a distanza tramite un guanto indossabile al cui interno è integrato un microcontrollore D1R1 Mini collegato a un sensore accelerometrico e giroscopico a 6 assi: inclinando il polso si trasmettono i comandi di direzione e velocità al veicolo.
  • Modellini di veicoli telecomandati — una serie di veicoli in scala costruiti e programmati dagli studenti, controllabili tramite telecomando, tra cui automobili e mezzi da costruzione

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