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Quando giocare è imparare: cosa dice la ricerca sul coding e il game-based learning

Quando giocare è imparare: cosa dice la ricerca sul coding e il game-based learning

"Impara divertendoti" è una di quelle frasi che si leggono ovunque, su ogni sito di corsi per bambini, in ogni brochure, in ogni comunicato stampa di ogni scuola di coding del mondo. È anche, fortunatamente, una frase vera, nonché uno dei pilastri della metodologia di Melacademy.

Questo articolo vuole raccontarvi con semplicità cosa hanno trovato i ricercatori quando si sono chiesti se il game-based learning funziona davvero e perché. Vi riportiamo, come sempre, tutte le fonti e vi stavolta vi consigliamo anche uno dei nostri saggi più amati.

Cos'è il game-based learning

Il game-based learning (GBL) è un approccio didattico che usa il gioco digitale o fisico come veicolo principale di apprendimento. Non si tratta di mettere un videogioco davanti a un bambino e sperare che impari qualcosa: si tratta di progettare esperienze in cui la struttura stessa del gioco (sfide progressive, feedback immediato, obiettivi chiari, libertà di sbagliare) coincide con il processo di apprendimento.

Nel contesto del coding, questo significa che il bambino non esercita competenze di programmazione su schede o esercizi astratti, in seguito a lezioni frontali: le applica per costruire qualcosa che funziona come un gioco, un'animazione, un robot che risponde ai comandi.

Cosa dice la ricerca

Gli effetti cognitivi, sociali ed emotivi

Una revisione sistematica e meta-analisi pubblicata su Frontiers in Psychology nell'aprile 2024 ha analizzato gli studi disponibili sul game-based learning nella prima infanzia, concludendo che il GBL produce effetti da moderati a significativi su risultati cognitivi, sociali, emotivi, motivazionali e di coinvolgimento nei bambini piccoli. [¹]

In termini pratici: i bambini che imparano attraverso il gioco mostrano maggiore capacità di risoluzione dei problemi, migliore collaborazione con i pari e livelli più alti di motivazione intrinseca, cioè voglia di imparare che non dipende da voti o ricompense esterne.

Il pensiero computazionale

Una revisione sistematica pubblicata nel Journal of Educational Computing Research nel 2023 ha esaminato 39 studi sull'uso del game-based learning per l'insegnamento del pensiero computazionale, ovvero la capacità di scomporre problemi complessi, trovare pattern e costruire soluzioni passo dopo passo. I risultati mostrano effetti positivi significativi, con qualche limitazione su elementi più astratti come la condizione logica pura, che richiedono tempi più lunghi per consolidarsi. [²]

Una meta-analisi separata, citata nello stesso studio, ha confermato che il GBL produce effetti positivi sul pensiero computazionale degli studenti in modo consistente tra i diversi contesti scolastici. [²]

Il coding unplugged (senza dispositivi)

Uno studio pubblicato su PLOS ONE nel 2024 ha esaminato l'uso di strumenti di coding gamificati senza computer o altri dispositivi elettronici, il cosiddetto coding unplugged, con bambini in età scolare. Integrando elementi di gioco di ruolo, sfide, ricompense e cooperazione, i ricercatori hanno rilevato effetti positivi sia sul coinvolgimento che sull'esperienza di flusso (flow), quello stato di concentrazione profonda e piacevole in cui il tempo sembra non passare. [³]

Questo dato è particolarmente rilevante per noi: le attività unplugged del venerdì al campus di Melacademy non sono un diversivo dal coding "vero". Sono parte integrante di un approccio che la ricerca considera efficace.

Melacademy ha, però, verificato sul campo l'efficacia del coding unplugged anche con i bambini in età prescolare, ovvero quando non ci sono significative abilità di calcolo o scrittura a fare da discrimine. Nel 2025, infatti, siamo entrati nelle scuole dell'infanzia e abbiamo proposto percorsi di coding unplugged a bambini e bambine "non autoselezionati". Infatti, sebbene alla nostra scuola si avvicinino bambini e bambine nell'atto di manifestare già delle preferenze verso la logica e la tecnologia, nella scuola dell'infanzia abbiamo operato con tutti i bambini uscenti degli istituti per l'infanzia, in gruppi da 8 a 15, studiando insieme alle maestre degli istituti anche varianti per BES. Le nostre conclusioni? Un'esposizione prescolare alle dinamiche logico-procedurali, collaborative e creative invita i bambini ad accogliere le sfide, non essere intimoriti dall'errore, mentre aumenta la fiducia nelle proprie capacità e nella stessa collaborazione del gruppo. Inoltre, l'attività di coding unplugged prescolare ha evidenziato la completa uguaglianza dei generi per abilità e coinvolgimento: questo ci suggerisce che questa metodologia, implementata in ambito scolare, potrebbe fare la differenza anche nell'attrarre più ragazze e bambine alle STEM.

Minecraft e il coding

Una revisione sistematica pubblicata su Review of Education nel 2025 ha analizzato gli studi sull'uso di Minecraft in contesti educativi per bambini, adolescenti e giovani adulti. Tra i risultati: l'uso di Minecraft per insegnare coding e pensiero computazionale ha prodotto miglioramenti documentati nelle competenze target, con effetti collaterali positivi sulla collaborazione e sulla comunicazione tra pari. [⁴]

È su queste premesse che nasce nell'estate 2026 Martanocraft, il progetto con cui i nostri studenti stanno ricostruendo Martano in Minecraft, un'attività che coinvolge logica, progettazione, creatività e collaborazione a lungo termine.

Perché funziona: i meccanismi

La ricerca non si limita a dire che il GBL funziona, ma cerca anche di spiegare perché e si sa che in Melacademy abbiamo una vera passione per le spiegazioni sui funzionamenti! 

Alcuni dei meccanismi più documentati:

Feedback immediato 

Quando si esegue un progetto, quest'ultimo può funzionare o meno e soprattutto la singola modifica può dare o meno l'effetto sperato. Questo ritorno immediato è fondamentale per l'apprendimento: il cervello può correggere gli errori nel momento in cui si producono, invece di riceverli settimane dopo su un compito corretto in rosso.

Difficoltà progressive

I giochi e le attività di apprendimento ludiche ben progettati aumentano la difficoltà gradualmente, mantenendo il giocatore o lo studente in quella zona ottimale in cui la sfida è abbastanza alta da essere stimolante ma non così alta da essere scoraggiante. È la stessa logica che guida la progressione dei corsi Melacademy: da Scratch ad Arduino a C#, un passo alla volta.

Autonomia e scelta 

Quando i ragazzi possono scegliere il progetto su cui lavorare, il personaggio del loro gioco, il tema della loro animazione, il problema che vuole risolvere il loro robot, la motivazione aumenta in modo significativo rispetto a quando seguono istruzioni fisse. Per questo, per Melacademy è fondamentale restituire a bambini e ragazzi la titolarità della propria scelta: più scelte compiamo, sulla base delle informazioni giuste e dei nostri obiettivi, più siamo coinvolti e responsabili.

L'errore come parte del processo

In un contesto di gioco, sbagliare è normale: quando si sbaglia, si riprova, facendo tesoro degli errori. Questa cornice cambia il rapporto psicologico con il fallimento: da esperienza negativa da evitare a informazione utile da elaborare. Nel coding, questa mentalità si chiama debug ed è una delle competenze più preziose che un programmatore (e qualsiasi studente) possa sviluppare. L'errore non è più un punto fermo, una pietra tombale che sigilla un fallimento, ma un aggancio per continuare ad imparare, un gradino di una scala costruita con le proprie forze.

Una chiave di lettura

Non tutta la ricerca è uguale. Alcuni studi sul game-based learning sono condotti su campioni piccoli, in contesti specifici, con strumenti difficilmente generalizzabili. Esistono anche risultati non significativi, in particolare su elementi molto astratti del pensiero computazionale, dove il gioco da solo non basta e serve un accompagnamento didattico strutturato.

Questo non invalida l'approccio: significa che il gioco è uno strumento potente, ma funziona meglio quando è inserito in un percorso pensato da chi sa cosa sta facendo.

Ovvero, una sfida può essere sempre una bella esperienza, ma se viene progettata con criterio e accompagnata da genitori o insegnanti esperti, è un'occasione di apprendimento profondo unica, coinvolgente e stimolante, particolarmente indicata anche per chi necessita di maggiore motivazione o stimoli e utile da implementare anche a scuola e a casa!

A Melacademy

Il game-based learning non è una trovata di marketing: è il modo in cui insegniamo dal giorno 0. I bambini e i ragazzi progettano e creano per imparare, basandosi su informazioni chiare logiche soddisfacenti e collaborative. Creano progetti che funzionano, che possono mostrare agli amici, che portano a casa con orgoglio. L'apprendimento avviene dentro quel processo.

Per capire cosa significhi veramente, possiamo solo proporvi di prenotare una lezione gratuita dei nostri corsi online di coding per bambini o ragazzi al numero 3293374370.

Una lettura per genitori curiosi e insegnanti

Per chi volesse approfondire il tema con una prospettiva pedagogica italiana, consigliamo Game Based Learning di Romina Nesti, Edizioni ETS: un testo chiaro e ben documentato che esplora proprio il rapporto tra gioco digitale e apprendimento.

Note e fonti

[¹] Alotaibi, M.S. (2024). Game-based learning in early childhood education: a systematic review and meta-analysis. Frontiers in Psychology, 15, 1307881.
https://doi.org/10.3389/fpsyg.2024.1307881

[²] Wang, X., Cheng, M., & Li, X. (2023). Teaching and Learning Computational Thinking Through Game-Based Learning: A Systematic Review. Journal of Educational Computing Research, 61(7), 1505–1536.
https://journals.sagepub.com/doi/10.1177/07356331231180951

[³] Studio su coding unplugged gamificato con bambini in età scolare (2024). Start learning coding without computers? A case study on children's unplugged gamified coding education tool with explanatory sequential mixed method. PLOS ONE.
https://doi.org/10.1371/journal.pone.0330896

[⁴] Slattery et al. (2025). Assessing the benefits of digital game-based learning with Minecraft in children, adolescents and young adults: A broad systematic review. Review of Education.
https://doi.org/10.1002/rev3.70035

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