WhatsApp

La storia di cyberbullismo che ha commosso gli insegnanti di tutta Italia

La storia di cyberbullismo che ha commosso gli insegnanti di tutta Italia

Questa storia nasce a maggio 2025, scritta per il corso "Uso consapevole della rete" dedicata agli insegnanti delle scuole secondarie. Parla di cyberbullismo e ci consente di capire la differenza tra minaccia in presenza e minaccia online. In tutte le edizioni, l'abbiamo letta insieme senza che io aggiungessi alcun commento: in tutte le edizioni, gli insegnanti sono rimasti scossi, si sono arrabbiati e qualcuno ha pianto. Perché? Hanno riconosciuto alcuni comportamenti, li hanno associati a storie del passato e a preoccupazioni del presente. Ogni insegnante ha, poi, scritto un finale, dimostrando la sua sensibilità e capacità di gestione. Così abbiamo pensato di ripetere l'esperimento anche con i melaccademici delle secondarie e il risultato è stato stupendo: ne è emerso che i nostri ragazzi saprebbero esattamente a quali adulti rivolgersi (insegnanti e genitori) e come relazionarsi con il protagonista o nei suoi panni. E tu? Saresti capace di scrivere il finale di questa storia?


Marco è un ragazzo introverso e appassionato di lettura. Un giorno durante l'intervallo, mentre Marco legge in cortile, un gruppo di compagni inizia a prenderlo in giro per il suo modo di parlare e per il suo aspetto, in particolare gli occhiali "da nonno". Marco decide di non darci molto peso, ma gli episodi si ripetono per alcuni giorni, sempre nello stesso punto del cortile, davanti a molti altri compagni, ma in fondo Marco sa che dovrà sopportarli solo durante l'intervallo. È così quasi tutti i giorni, finché un tranquillo martedì, sempre durante l'intervallo in cortile, Marco inciampa e cade per terra, spargendo ovunque i suoi libri, e Francesco prontamente lo riprende in video, aggiungendo anche la colonna sonora del Titanic. Il video viene caricato su TikTok e gira anche su WhatsApp con il titolo "Il nostro prof preferito" e in poco tempo riceve decine di commenti e condivisioni da altri studenti, anche di altre scuole. Marco scrive a Francesco chiedendo perché ha aggiunto anche quel titolo, come se non bastasse il video e la musica a schernirlo. Francesco risponde che il video era solo un momento divertente vissuto insieme e il titolo non diceva nulla di male, anzi era un elogio alla sua intelligenza. La mattina seguente, Marco appena sveglio prova una fortissima angoscia e così finge di avere l’influenza per non andare a scuola, ma i genitori se ne accorgono e la strategia salta: Marco deve andare a scuola comunque. Durante l’intervallo, vedendo uscire tutti i suoi compagni, decide allora che è meglio restare in classe per evitare gli epiteti canzonatori. L’intervallo scorre tranquillo, ma, quando i compagni rientrano, Marco sente la colonna sonora del Titanic in riproduzione da un telefonino e tutti i compagni che ridono. L’insegnante di letteratura li riporta all’ordine e la lezione ricomincia. Nel pomeriggio, Marco non riesce a studiare, anche se sa benissimo che il giorno dopo potrebbe essere interrogato in letteratura, la sua materia preferita. Controlla costantemente il telefono, a caccia di nuovi commenti o altre versioni del video, che nel frattempo si moltiplicano sui profili dei suoi amici con vari effetti e reazioni. La pressione è davvero troppa e Marco decide di sospendere il suo profilo TikTok. La mattina successiva, mentre sua madre gli augura una buona giornata, Marco controlla tutte le storie di Whatsapp e trova ancora molti spezzoni del video condivisi da chi ancora fino a quel momento non li aveva mai condivisi. Marco si era illuso che quelle persone non l'avessero ancora condiviso perché sue amiche, ma in quel momento si rende conto che anche loro lo hanno abbandonato per un paio di visualizzazioni in più o per aderire al comportamento della massa. Decide di condividere una storia su whatsapp con una frase sull’amicizia, per capire se gli resta ancora qualche amico: qualche cuoricino, ma nessuna risposta. In classe Marco è distratto, cerca di notare ogni comportamento dei suoi compagni e quando si volta in qualsiasi direzione tutto ciò che vede sono sorrisetti e bisbiglii. L’insegnante di letteratura nota il suo comportamento frenetico, quindi lo rimprovera e per cercare di farlo partecipare maggiormente alla lezione decide di interrogarlo. Davanti alla totale impreparazione di Marco, l’insegnante, anche se stupito, non può che mettere un’insufficienza. A pranzo, i genitori di Marco sono molto arrabbiati per il voto e, inoltre, avendolo visto controllare troppo spesso il telefono, credono che la causa del problema sia una dipendenza tecnologica e decidono di sequestrarglielo per una settimana. Davanti a questa decisione, Marco è preso dallo sconforto più totale perché così non potrà più controllare ciò che succede alle sue spalle. Inoltre, teme anche che la madre possa scoprire ciò che sta succedendo e se ne vergogna moltissimo. Sopraffatto dalle emozioni, fa una scenata ai suoi genitori che si convincono sempre più che Marco stia diventando dipendente dallo schermo, tanto da essere addirittura aggressivo nei loro confronti come non era mai successo prima.


E tu? Hai capito cosa sta succedendo? Melacademy lascia il finale aperto. Come pensi che continuerà?